- Località: Milano
- Importo richiesto dalla banca: €250.000
- Importo finale ridotto: €65.000
Il caso
Un imprenditore lombardo, titolare di una piccola impresa edile, ha ricevuto la notifica di un decreto ingiuntivo da parte di un istituto bancario per €250.000, derivanti da un contratto di mutuo ipotecario. L’imprenditore, a causa della crisi del settore edilizio, non era riuscito a rispettare alcune rate del piano di ammortamento.
La notifica del decreto ingiuntivo ha generato una forte pressione finanziaria, con il rischio concreto di perdita degli immobili ipotecati e compromissione della continuità aziendale.
La strategia difensiva
Il team dello Studio Spina & Nobili, dopo un’attenta analisi della documentazione bancaria, ha riscontrato numerose irregolarità nella richiesta della banca. Abbiamo esaminato:
✔ Contratto di mutuo e piano di ammortamento.
✔ Conteggi effettuati dalla banca.
✔ Condizioni contrattuali e trasparenza delle comunicazioni.
✔ Eventuali clausole abusive e applicazione degli interessi.
Dall’analisi preliminare è emerso che:
✔ Presenza di clausole abusive nel contratto di mutuo.
✔ Applicazione di interessi usurari su alcune rate.
✔ Errori nei conteggi degli interessi moratori.
✔ Mancata trasparenza nella comunicazione delle condizioni contrattuali.
Sulla base di queste irregolarità, il nostro studio ha predisposto una perizia econometrica per dimostrare l’illegittimità delle somme richieste. L’atto di opposizione è stato depositato entro i 40 giorni previsti dalla legge.
I motivi dell’opposizione
L’opposizione si è basata su quattro punti fondamentali:
✔ Usura oggettiva: la perizia econometrica ha dimostrato che il Tasso Effettivo Globale (TEG) applicato dalla banca superava i limiti fissati dalla legge antiusura.
✔ Interessi moratori illegittimi: la banca aveva calcolato gli interessi moratori in modo cumulativo rispetto agli interessi corrispettivi, generando un indebito aggravio per il debitore.
✔ Clausole abusive: alcune clausole vessatorie non erano state adeguatamente evidenziate o spiegate al momento della sottoscrizione del contratto.
✔ Errore nei conteggi: il calcolo del debito residuo effettuato dalla banca includeva somme già pagate dal cliente.
Alla prima udienza, il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta della banca di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, disponendo una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) per verificare le contestazioni sollevate.
La consulenza tecnica d’ufficio (CTU)
Il CTU nominato dal giudice ha confermato gran parte delle irregolarità evidenziate nella nostra perizia econometrica:
✔ Il tasso effettivo globale applicato superava i limiti antiusura in diversi periodi del piano di ammortamento.
✔ Gli interessi moratori erano stati calcolati illegittimamente, generando un indebito aumento del debito residuo.
✔ Alcune somme richieste dalla banca risultavano già pagate dal cliente.
L’esito della controversia
Dopo la relazione del CTU, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo che ha previsto:
✔ Riduzione del debito da €250.000 a €65.000.
✔ Piano di pagamento rateale in 24 mesi.
✔ Rinuncia da parte della banca agli interessi moratori e alle spese legali.
✔ Revoca dell’ipoteca sugli immobili aziendali una volta completato il pagamento del nuovo importo concordato.
Questo risultato ha permesso all’imprenditore di salvaguardare i beni aziendali e personali, garantendo la continuità dell’attività imprenditoriale senza ulteriori pressioni finanziarie.
Perché affidarsi al nostro studio?
L’opposizione a un decreto ingiuntivo bancario richiede:
✔ Competenza in diritto bancario e finanziario, per contestare richieste indebite.
✔ Esperienza nell’analisi contabile e econometrica, per individuare errori nei conteggi e nei contratti.
✔ Capacità di agire tempestivamente, in quanto l’opposizione deve essere proposta entro 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo.
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