Da €95.000 a €30.000: opposizione a decreto ingiuntivo per leasing risolta con successo a Napoli
Il caso: decreto ingiuntivo per presunte rate non pagate
Un imprenditore campano, titolare di una piccola azienda di trasporti, ha ricevuto un decreto ingiuntivo da €95.000 da parte di una società di leasing. La somma era relativa a presunte rate non pagate per il leasing di tre veicoli commerciali.
Insospettito dall’importo richiesto, il cliente si è rivolto allo Studio Legale Spina & Nobili, sostenendo di aver regolarmente pagato molte delle rate e che i veicoli presentavano gravi difetti mai risolti, nonostante ripetute segnalazioni alla società concedente.
La strategia dello Studio Legale Spina & Nobili
Il team legale ha avviato l’attività difensiva acquisendo tutta la documentazione utile, tra cui:
- Contratto di leasing sottoscritto;
- Piano di ammortamento e storico dei pagamenti;
- Prove documentali dei difetti dei veicoli;
- Comunicazioni tra le parti.
Dall’analisi preliminare sono emerse gravi irregolarità:
- Rate conteggiate erroneamente come non pagate, ma in realtà saldate;
- Inadempimento contrattuale da parte della società concedente;
- Clausole vessatorie non approvate per iscritto;
- Interessi moratori oltre soglia antiusura.
Lo studio ha quindi predisposto una memoria difensiva dettagliata e ha depositato opposizione al decreto ingiuntivo entro i 40 giorni previsti dalla legge.
I motivi dell’opposizione
L’atto di opposizione si è basato su punti chiave:
- Errori nei conteggi delle rate, dimostrati da ricevute di pagamento;
- Eccezione di inadempimento, secondo l’art. 1460 c.c., vista la mancata risoluzione dei difetti dei veicoli;
- Clausole vessatorie non approvate come richiesto dagli artt. 1341 e 1342 c.c.;
- Interessi usurari, con superamento della soglia antiusura.
Alla prima udienza, il Tribunale di Napoli ha accolto le eccezioni preliminari sollevate e ha rigettato la richiesta di esecuzione provvisoria avanzata dalla società di leasing. È stata quindi disposta una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU).
La CTU conferma le irregolarità
Il CTU nominato dal giudice ha verificato la documentazione presentata e ha confermato gran parte delle contestazioni:
- €25.000 risultavano già pagati dal cliente;
- I veicoli presentavano gravi difetti, riducendone il valore di mercato di circa €30.000;
- Gli interessi moratori erano usurari.
Grazie a queste conclusioni, il giudice ha rideterminato il credito effettivamente dovuto in €30.000, rispetto ai €95.000 iniziali.
L’accordo finale: tutela dell’impresa e riduzione dell’esposizione
Sulla base della perizia del CTU, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo che prevedeva:
- Pagamento rateale di €30.000 in 24 mesi;
- Rinuncia della società di leasing agli interessi moratori e alle spese legali;
- Sostituzione dei veicoli difettosi con mezzi equivalenti e pienamente funzionanti.
Un risultato che ha permesso all’imprenditore di salvaguardare la propria attività e mantenere la liquidità necessaria per operare.o all’imprenditore di salvaguardare la propria attività e la liquidità necessaria per operare serenamente.
Perché affidarsi allo Studio legale Spina & Nobili Avvocati
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